La veste di Delfo

Cari lettori, è da un po’ di tempo che non apriamo bauli, quindi oggi per rimediare apriremo un baule molto speciale, quello di Marià Fortuny y Madrazo!

Mariano Fortuny y Madrazo, 1930

Marià Fortuny y Madrazo, 1930

Di lui vi ho accennato qualcosa nell’articolo precedente, dicendovi che nacque in Spagna nel 1871 (venne naturalizzato poi italiano) e che oltre a essere stato figurinista, scenografo e pittore è considerato come il padre della plissettatura.

Da sempre appassionato di storia e collezionista di stoffe rinascimentali, tutto ebbe inizio quando Marià cominciò a disegnare abiti di ispirazione neoclassica, prendendo spunto dai chitoni e dai pepli “indossati” dalle statue greche, abiti morbidi, caratterizzati da sottili pieghe.

Fu così che nel 1906 creò il “Knossos“, un velo rettangolare, una specie di scialle caratterizzato da una fitta plissettatura che più avanti venne trasformato, dopo vari esperimenti riguardanti volumi e drappeggi, nel “Delphos” o “Veste di Delfo“, chiaro omaggio all’Auriga di Delfi.

L'Auriga di Delfi, 475 a.C.

L’Auriga di Delfi, 475 a.C.

Il primo “Delphos” risale al 1907 e da allora Marià ne confezionò, modificandolo leggermente ogni volta, fino alla fine dei suoi giorni.

L’abito consisteva in un rettangolo di seta con i buchi per il collo e per le braccia, la cui fine plissettatura, creata per mezzo di aste di ceramica messe in mezzo alla stoffa che veniva poi pressata e cotta, in modo da lasciare così impressa la plissettatura nel corso tempo (metodo brevettato da lui nel 1909 a Parigi e dopo la sua morte mai più replicato), favoriva l’adattamento del tessuto alle forme morbide del corpo.

Madame Condè Nast con un abito di Fortuny

Madame Condè Nast con un abito di Fortuny (questo modello non è a tunica, ma è finemente plissettato alla maniera Fortuny).

Fu proprio questa la particolarità che rese i suoi abiti così amati dalle donne dell’alta società, che stanche di essere costrette ad indossare corsetti, crinoline e sellini per dare al corpo la cosiddetta linea ad S, scelsero abiti più comodi e leggeri che favorissero i movimenti.

Disegno pubblicitario che mostra la differenza tra il nuovo corsetto che dona la linea ad s (destra) ed un modello prima dalla linea dritta

Disegno pubblicitario che mostra la differenza tra il nuovo corsetto che dona la linea ad s (destra) ed un modello prima dalla linea dritta

Donna con corsetto, 1900 ca.

Donna con corsetto, 1900 ca.

Tante furono le donne che indossarono i suoi abiti, facendo così conoscere questo stile in tutta Europa, tra le più famose ci furono molte attrici e ballerine tra cui Isadora Duncan, Sarah Bernhadt, Eleonora Duse, Ruth St. Denis ed Emma Gramatica, ma anche la collezionista Peggy Guggenheim e Madame Condè Nast.

Isadora Duncan con la figlia con indosso due Vesti di Delfo

Isadora Duncan con la figlia con indosso due “Vesti di Delfo”.

 

Caterina Vespignani

Caterina Vespignani

Sono Caterina e studio Fashion Global Design a Bologna. Adoro il vintage e tutto ciò che ha a che fare con la storia della moda. Amo la danza che da sempre mi accompagna, l'arte, la musica e la natura, in tutte le loro sfumature. Per ora non so cosa diventerò da grande, vedremo cosa mi riserverà il futuro!

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