Il Capitale Umano

Il Capitale UmanoÈ notte, ci troviamo in Lombardia, più precisamente in Brianza: dopo aver prestato servizio ad un evento natalizio in una scuola privata, un cameriere sta tornando a casa in bicicletta quando viene investito da un SUV. Da questo momento il film si divide in quattro capitoli: i primi tre raccontano l’accaduto secondo il punto di vista di tre diversi personaggi e l’ultimo è l’epilogo con cui si risolve il mistero.

Il primo capitolo è incentrato su Dino Ossola (Fabrizio Bentivoglio), un agente immobiliare che sta per diventare di nuovo padre assieme alla compagna Roberta (Valeria Golino). Dino vuole disperatamente salire nella scala sociale e per riuscirci sfrutta la vicinanza con la famiglia Bernaschi: sua figlia Serena (Matilde Gioli) infatti, frequenta Massimiliano Bernaschi (Guglielmo Pinelli), figlio di Giovanni (Fabrizio Gifuni), ricco uomo d’affari.

Il secondo capitolo racconta gli eventi visti da Carla Bernaschi (Valeria Bruni Tedeschi), moglie di Giovanni e madre di Massimiliano ma soprattutto donna infelice e irrealizzata che vede uno spiraglio per sé quando il marito acconsente ad acquistare il vecchio teatro di città per lei e a ristrutturarlo, rendendolo così nuovamente attivo. Finalmente Carla sente di poter essere utile a qualcuno, finché Giovanni non mette in vendita il teatro per incassare liquidi.

Il terzo capitolo ci mostra il punto di vista di Serena Ossola, studentessa di una scuola privata chiaramente molto costosa e altrettanto chiaramente fuori dalla portata dei suoi genitori. È stata la ragazza di Massimiliano Bernaschi e continua a fingere d’esserlo per non dispiacere alla madre di lui. In realtà Serena ha conosciuto Luca Ambrosini (Giovanni Anzaldo), un ragazzo che vive in un quartiere povero con lo zio e che in passato è stato trovato in possesso di una grossa quantità di droga: per questo è costretto a frequentare una psicoterapeuta, ossia Roberta, la matrigna di Serena.

L’ultimo capitolo racconta le indagini sull’incidente stradale: è Dino Ossola a scoprirne il responsabile e sfrutta questa sua conoscenza per ricattare i Bernaschi.

Questo è forse il miglior film di Paolo Virzì, soprattutto per il passaggio al genere thriller e drammatico, molto differente da tutti i suoi film precedenti. È apprezzabile anche il distacco dalla natia Toscana: l’ambientazione della vicenda in Brianza è infatti un’altra novità rispetto alla tradizione cinematografica di Virzì. A proposito dell’ambientazione inoltre, un altro punto a favore del regista è stata l’abilità nel trasferire la vicenda in un luogo così circoscritto e caratterizzato dell’Italia, rispetto a quella che è l’ambientazione del romanzo omonimo di Stephen Amidon a cui il film si ispira, vale a dire il Connecticut.

Molto merito per la riuscita del film va dato anche al cast: prima fra tutti, la giovane Matilde Gioli, perfettamente calata nel suo personaggio, credibile e spontanea; poi Valeria Bruni Tedeschi, nei panni di donna, moglie e madre in conflitto con se stessa e perennemente in tensione, Fabrizio Gifuni, affascinante e allo stesso tempo fastidioso, Fabrizio Bentivoglio, perfetto nei panni del piccolo arrampicatore sociale del nuovo millennio e poi Valeria Golino, una parte piccola la sua ma, forse, in proporzione, è quella che è riuscita a dare di più con il suo personaggio di madre affettuosa.

Per chi ancora non lo avesse visto quindi, ecco un bel film italiano ma dal respiro internazionale, tra il dramma e il thriller, dove non manca un po’ dell’ironia del suo regista abile nel tenere lo spettatore incollato allo schermo, grazie alla scelta della narrazione poliprospettica.

Il film è stato pluripremiato: qui ricordiamo il David di Donatello 2014 come miglior film, il Globo d’Oro 2014 come miglior film e il premio come miglior attrice protagonista a Valeria Bruni Tedeschi al Tribeca Film Festival 2014.

«Importi come questo vengono calcolati valutando parametri specifici: l’aspettativa di vita di una persona, la sua potenzialità di guadagno, la quantità e la qualità del suoi legami affettivi. I periti assicurativi lo chiamano il capitale umano.»




“Il Capitale Umano” (thriller, Italia, 2014) di Paolo Virzì. Con Valeria Bruni Tedeschi, Fabrizio Bentivoglio, Valeria Golino, Fabrizio Gifuni, Luigi Lo Cascio, Giovanni Anzaldo, Matilde Gioli, Guglielmo Pinelli, Gigio Alberti, Bebo Storti, Vincent Nemeth, Pia Engleberth, Nicola Centonze.
Produzione: Rai Cinema, Motorino Amaranto, Indiana Productions.

Francesca Orlandi

Francesca Orlandi

Mi chiamo Francesca, sono laureata in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università di Ferrara e da sempre appassionata di cinema. In questo spazio virtuale mi occuperò di recensire film e dare consigli cinematografici.

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