Colori, fiori e successo

Ogni tanto capita di sedersi davanti allo schermo e non riuscire a tirar fuori mezza parola. Allora si comincia ad utilizzare qualche espediente. Il primo è quello della passeggiatina, segue quello dell’album preferito come sottofondo, segue parlarne con qualcuno che può darti un’idea. La sindrome del foglio bianco la sconfiggo definitivamente con il fritto. Ma che fare quando il fritto non lo puoi nemmeno vedere in fotografia? Beh, penso semplicemente che qualche volta il nervosismo s’insinui troppo nei meandri della mia mente e che quindi la cosa più facile sia scrivere di ciò che vorrei leggere: qualcosa di rilassante e piacevole. Una buona notizia, insomma. L’energia che da una buona notizia è impareggiabile. A volte può sconfinare nell’entusiasmo ma.. sono l’unica ad avere qualche timore per l’entusiasmo? Quando finisce lascia quel senso di vuoto.. mi lascia svuotata, ecco. Ma sicuramente per voi non è piacevole leggere l’elucubrazioni utili a una mia seduta di psicoterapia (no, non sono in psicoterapia, voglio bene agli psicoterapeuti) e passo subito la palla a chi ha il compito d’intrattenerci: Michael Jackson. Perché vorrei associare questo artista immortale, per far beffa al suo destino che ha interrotto la sua vita troppo presto, a un argomento piacevole? Perché, che cavolo, insieme al successo s’è tirato dietro una massa fangosa che avrebbe intrappolato anche Mercurio. Non sta a me giudicare fatti che non possiamo sapere, certo è che la sua carriera è cominciata spaventosamente presto coi Jackson Five. Come si cresce sotto pressione in questo modo? E poi, tutte le storie ricamate su quella che era in realtà una malattia molto comune. Ok, forse è sfuggito qualcosa in ambito di chirurgia plastica, ma accidenti, non potremmo scindere il suo talento e tutto ciò che ha prodotto da quella che era la sua vita privata, aspetto, relazioni, etc..? Una persona così è leggenda per forza, alla fine penso che diventi un pelino difficile asserire il confine tra diceria e realtà. Certo, una domanda mi sorge: cos’era la vita per lui? Qualcosa che ha che fare con la rivalsa, forse. Con la sua musica ha provato a sconfiggere tante cose che al mondo non vanno tutt’ora: l’odio, la violenza, la guerra. E’ vero, alcune rappresentazioni stilistiche erano davvero megalomani, ma ci si aspettava forse qualcosa di meno da lui? Poteva forse permettersi di deludere le aspettative? No, tutto doveva essere grandioso. E come ballerino era davvero grandioso. Sheryl Crow, sua corista per il tour di Dangerous (no, vabbè, una qualunque), ha dichiarato l’uso del vocoder e del playback durante i concerti: “come avrebbe potuto ballare e cantare in quel modo per due ore di show?”. Appunto, siamo tutti umani alla fine. Cerchiamo di rifare gruppo e tornare a difenderci tra noi invece che continuare a ventilare guerre che si possono tranquillamente evitare?
Ma non sono ancora giunta alla buona notizia. Jackson ha cantato per l’amore nel mondo, il diritto al rispetto per tutti, alla libertà di amare e al bisogno della fiducia tra le persone. Che stesse sulle scatole a qualcuno che ha visione diversa delle cose? Chi può dirlo.
Per certo è che, proprio dietro casa mia, nel bel mezzo di un quartiere deturpato dalla delinquenza e dalla trascuratezza delle amministrazioni, un quartiere che avrebbe tutte le carte per essere rispettabile, dei bambini di una scuola elementare, hanno preso un’aiuola e l’hanno risistemata. Ogni bimbo ha scelto dei fiori, delle piante e le ha piantate nella sua porzione. Infine è stato anche messo un cartoncino col nome del bimbo che cura il proprio piccolo pezzetto di verde. E i nomi sono tra i più vari, un po’ di tutto il mondo (credo di averne toppato la pronuncia di almeno una decina, chiedo venia). Sono sicura che si devono essere scambiati consigli utili perché sono tutti fioriti e curati. Soprattutto, quell’aiuola viene rispettata anche da quelli che attorno continuano nella loro opera di devastazione sociale, perché mette allegria, perché insieme hanno lavorato persone diverse e ci si condivide il meritevole risultato. Il rispetto si può ottenere anche laddove sembra non esserci speranza se non usando le brutte maniere. Basta una bella idea, l’entusiasmo che tanto temo ma che per fortuna nei bambini è il propulsore. Certo, per risolvere le diatribe mondiali un’aiuola non è sufficiente, però è un inizio, se non altro un bel ricordo a cui attingere quando sarà passato un po’ di tempo e ci sarà chi è invecchiato e chi è cresciuto.
Di Michael Jackson non ho detto molto, ma il suo lavoro è talmente titanico.. Insomma, citare un pezzo là e uno quà, si può andare a navigare in altri porti. Ciò che è importante, secondo me, è il perché si nota una luce rispetto ad un’altra. E’ per la sua intensità, ma anche per il buio che ha attorno.



[ Immagini: mondofox.it | pinterest.com ]

Giovanna Cardillo

Sono Giovanna. Da anni m’interesso di musica, che scrivo e soprattutto ascolto. Ho esperienza come musicista nel teatro terapeutico e ho studiato Culture e Tecniche della Moda. Mi innamoro di tutti i gatti che vedo e ho sposato appieno la loro filosofia di vita. Anzi, tutte le loro sette vite!

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