Wine Interview!

Sommelier

Vorrei cominciare questa mia neonata rubrica di vino, raccontandovi un po’ meglio la mia storia da sommelier bevitrice in erba.

L’amore per la cucina c’è sempre stato. Da bambina osservavo le mie nonne spignettare in mezzo alle pentole fumanti, le mani che si muovevano veloci: pescavano un pizzico di sale, aprivano le uova separando, con un gesto fluido, il bianco dal rosso, maneggiavano con sicurezza coltelli affilati e utensili di cui non conoscevo il nome e l’utilità. Tutti questi gesti avevano, ai miei occhi, un’aura magica, stregata; le mie nonne, dolci, tranquille casalinghe, acquisivano in cucina il fascino inquietante di due fattucchiere, in grado, con sapienti trucchi e segrete conoscenze, di trasformare la materia e creare e disfare cose. Cos’era questa se non magia?

La curiosità nei confronti dell’altrettante affascinante mondo del vino è arrivata, invece, molto più tardi. Dopo l’università mi sono iscritta, più per gioco che per reale interesse, ad un corso di abbinamento cibo-vino.

Il vino non mi provocava l’appagamento, il piacere immediato del cibo; non lo capivo. Era ai miei occhi e al mio palato, troppo complesso da decifrare, legato ad un mondo fatto di reazioni chimiche e fenomeni fisici che mi risultavano oltremodo oscuri e noiosi.

Per mia fortuna, il corso era tenuto da Annalisa Barison (che attualmente ricopre il ruolo di presidente AIS dell’Emilia Romagna) un’eccellente sommelier in grado non solo di descrivere un vino, ma di raccontarlo, svelandone la trama a poco a poco. Grazie alla sua straordinaria dote comunicativa, Annalisa porta chi la ascolta sul confine di un mondo fatto di dettagli, profumi, colori da scoprire e ti invita a varcare il confine e addentrartici.

Il corso è stato dunque una rivelazione, non solo perché mi ha portato a guardare con occhi nuovi, più attenti e curiosi, ciò che bevevo, ma anche ciò che mangiavo.

L’associazione del vino al cibo conferiva a quest’ultimo nuovi sapori ; assaggiare preparazioni che già conoscevo accompagnandole al vino me le faceva riscoprire, rendeva l’esperienza totale, appagante.

Ho iniziato quindi a muovere i primi passi in questo mondo, frequentando il corso da sommelier AIS, ma soprattutto iniziando a ragionare, osservare, annusare quello che avevo nel bicchiere.

E’ ciò che mi piacerebbe fare in questa rubrica, condividere con voi questi pensieri senza darmi arie da esperta; non ho la verità in tasca, nè credo esistano corsi che ti permettano di acquisire una tale competenza.

Mi sto avvicinando al mondo del vino, lo sto scoprendo, scrutando pian piano attraverso il vetro di un bicchiere, osservando le arcate, i riflessi e il perlage, scoprendo termini nuovi che a volte mi strappano un sorriso.

Mi piacerebbe compiere assieme a voi questo percorso, condividendo consigli e bicchieri di vino.

Cin!

Caterina Scaramagli

Caterina Scaramagli

Mi chiamo Caterina e ho una laurea in Comunicazione. Da bambina passavo le mie giornate in cucina a giocare, sperimentare e sporcare. Durante gli studi universitari ho frequentato l’istituto alberghiero serale e ho avuto la fortuna di poter trasformare questa passione in un lavoro. Oggi sperimento, gioco e sporco come allora.