Take That Millennium

Dopo aver concluso con enorme soddisfazione i bagordi natalizi e dintorni, possiamo finalmente tirare fiato e prepararci per i prossimi. Ogni occasione è buona per mangiare e anche per fare una gita, aggiungerei.

Sebbene la mia passione per le feste comandate sia pari a ciò che provo per una zuppa d’aglio con melassa, mi trovo in uno stato d’animo giulivo ed è perciò con grande soddisfazione che introduco nella mia cara rubrica Più bemolle che diesis un artista che ha perfettamente sposato la causa “droga, sesso e rock&roll” in gioventù ma che ora ha messo la testa a posto… più o meno. Sto parlando di Robbie Williams, che sin dai suoi esordi nella famosa boy band dei Take that ha dato modo al gossip di imprimere litri e litri d’inchiostro sulla carta. Buon per lui, vita intensa. Sinceramente ho snobbato abbastanza le prime luci della ribalta di questo personaggio che ha decisamente fatto ritrattare l’opinione a molti. Partendo dal presupposto che giudicare a priori non è mai una cosa buona, Robbie Williams ha attirato la mia attenzione con un video passato su TMC2 (chi se lo ricorda?) a tarda notte: era Lazy Days, primo pezzo della tracklist di uno degli album che preferisco della scena british, ovvero Life through a lens. Il progetto ci mise un po’ a lanciarsi, ma quando ci riuscì non ce ne fu più per nessuno. Credo che in pochi non abbiano mai cantato a squarciagola Angel o Let me entertain you, ma ce ne sono di migliori. E poi tutta la carriera che seguì con pezzi come Millennium, She’s the one, No regrets, e chi più ne ha più ne metta. In Europa le classifiche sono il suo ambiente naturale, più difficile il percorso negli States, dove non riesce a sfondare nello stesso modo. Pazienza, dico io.

Ciò che mi ha sempre colpito è l’ironia con cui si è sempre messo in piazza, sex symbol ok, ma principalmente lo trovo divertente. Il video di Rock DJ per me rimane uno dei migliori di sempre, con lui che si prende abbondantemente in giro e comincia a spogliarsi di tutto, pelle, muscoli e ossa comprese. Oppure Millennium, nel quale interpreta uno pseudo 007 che gli viene anche bene. Il punto forte di Robbie Williams è sempre stata la sua espressività: facce come le sue non ne ho viste tante.

Trovo stupido confrontare le carriere degli altri membri dei Take that, perché c’è chi si è dedicato ad altro, chi ha concentrato i suoi sforzi nella produzione e chi ha anche svettato con pezzi meteora anche gradevoli. Tanto sono tornati insieme qualche anno fa e con successo: qualche pezzo ha conquistato anche la sottoscritta che considera lo spazio Robbie come qualcosa di sacro. Non esagero perché si tratta di un percorso tutt’altro che facile. Si parla spesso di come le etichette influenzino la crescita di un artista, possono risultare fardelli davvero pesanti, soprattutto se si pensa che molto spesso ciò che vediamo non è altro che il frutto di un compromesso. Certo, in alcuni casi ben remunerato ma che rischia anche di essere anche alquanto effimero. Ora, disfarsi del fardello costituito da uno dei più grandi deliri di teen ager del XX secolo, con milioni di copie vendute, soldi a palate e look improbabili, penso che non sia una cosa proprio semplice. Devi davvero averne abbastanza. Tanto più che il suo appeal è cresciuto nel tempo, anche artisticamente parlando ha avuto collaborazioni molto molto interessanti: vedi Kilye Minogue in Kids oppure Nicol Kidman in Something Stupid. Cose semplici ma efficaci e nel caso della seconda anche insolita.
Ultimamente il sig. Williams è diventato papà e si è sposato, e tutto ciò non ha fatto altro che alimentare il suo spirito fanciullo: anche troppo forse. Ecco, probabilmente un papà che, entusiasta, si mette a cantare a pieni polmoni mentre tu stai cercando di sopportare il travaglio, rischierebbe seriamente la propria incolumità se fossi io nei panni della neo-mamma. Ma, appunto, non lo sono ed è da tempo che sogno di inviare un abbraccio a quella santa donna!

In Kids canta “salta a bordo del mondo e fatti un giro”. Credo che sarà lo spirito con cui affronterò quest’anno che è iniziato, che spero sia per tutti pieno di divertimento e voglia di avventura. Le difficoltà ci sono per essere risolte e condurci verso grandi soddisfazioni! E Robbie Williams ha sempre ribadito che è meglio sbagliare ma essere autentici: le esplosioni di gioia sono contemplate.

Giovanna Cardillo

Giovanna Cardillo

Sono Giovanna. Da anni m’interesso di musica, che scrivo e soprattutto ascolto. Ho esperienza come musicista nel teatro terapeutico e ho studiato Culture e Tecniche della Moda. Mi innamoro di tutti i gatti che vedo e ho sposato appieno la loro filosofia di vita. Anzi, tutte le loro sette vite!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.