Reazioni

Le reazioni. Esse sono da sempre oggetto di giudizio, considerazioni e domande, non ultime di aspettative. Nel caso di Gabbani, di cui ammetto di essermi persa l’esibizione a Sanremo, direi che è stata ingiustamente definita inaspettata. Con mia somma modestia (come no) avevo già intuito ai tempi di Amen che non si sarebbe fermato li, la sua vittoria a Sanremo giovani indicava senza alcun dubbio che Gabbani non era proprio nato ieri. In fin dei conti non gli manca nulla: l’aspetto è piacevole, ha l’aria simpatica ed è pure intelligente, credo che sia sotto gli occhi di tutti. Ha cominciato subito con la musica, merito anche dell’ambiente familiare che vive di questa passione, e ha militato in una band che non suona proprio nuova, i Trikobalto e di cui vi invito ad andare a cercare qualche video perché i pezzi, per mio parere, non erano affatto male. Ma allora, per quale diavolo di motivo ci ha messo tanto a diventare così popolare? Possibile che il panorama Sanremese sia così fiacco che basta un balletto con scimmia a scatenare un putiferio di tal portata? Mah. Lui stesso dice che la meritocrazia va lenta, meno male che alla fine va lontano: sinceramente sono contenta che il successo abbia baciato la fronte ad un artista che nelle sue cose mette l’anima da tanti anni e che non credeva più di riuscirci, stremato da un ambiente che definire a scompartimenti é complimentoso (non solo quello dei big). Rappresenta un po’ tutta l’insoddisfazione che si respira ormai a svariati livelli e il motivo è sempre lo stesso: l’andazzo generale. Perciò, siccome di reazioni stiamo parlando perché servono a far girare il mondo, ho deciso di stilare una lista di situazioni in cui il balletto più cool del momento é la reazione più consona ed efficace. Perché interpretabile? No, solo per voglia di togliersi un po’ di pesantezza e ridimensionare la grande serietà con cui stiamo prendendo cose che, diciamo così, di fronte a un pianeta nel più totale caos… É vero, le piccole cose fanno montagne, però bisogna pur respirare. Ecco le situazioni in cui questa potente arma suggeritaci da Gabbani secondo me funzionerebbe:
– il vecchietto che passa avanti la fila per il gelato perché i giovani non hanno più rispetto
– quando capisci che, nei negozi di vestiti, gli specchi dei camerini sono deformanti ad altezza sedere e soprattutto ti ricordano di riordinare le sopracciglia
– quando fino al giorno prima ci si voleva tanto bene e poi improvvisamente sei un fantasma: sei invisibile e non lo sai, ma te ne rendi conto perché smettono improvvisamente di salutarti e, se chiedi come mai, sei uno sfigato
– quando fanno i fighi credendo che per farlo sia sufficiente denigrarti
– quando parlano di letteratura erotica e l’esempio é 50 Sfumature di Grigio (che sarà sicuramente scritto in modo avvincente visto il seguito)
– quando volevi esprimere la tua aerofagia in modo silenzioso ma ti sei dannatamente sbagliato e pure nel momento di massimo silenzio e quel che è peggio, per metterti a tuo agio in un tentativo gentile di rimediare alla situazione, ti dicono che tanto lo fanno tutti. E tu subito pensi ai tuoi miti e non credi più a niente
– quando ti candidi per una posizione lavorativa ma ti guardano come una caccola perché non sei umile e non ti adatti ai cetrioli
– quando si vestono alla buona con vestiti che costano come il tuo fitto di casa
– irrompere brutalmente all’ufficio rinnovo patenti quando confermano il documento al nonno con coppola
– quando il salumiere ignora la tua concezione di “cotto tagliato sottile che si rompe” perché, secondo lui/lei, non è buono
– quando ti fermano per una raccolta fondi con un entusiasmo che ti chiedi come mai da anni non si veda alle urne
– quando i ragazzini moderni ascoltano la musica senza auricolari e non capisci se é per far notare a tutti che hanno l’i-phone o perché dovrebbero impressionarci come noi si pretendeva di fare inneggiando a Marilyn Manson
– a un apericena
– quando fanno battute finto intellettuali che non fanno ridere ma siccome tutti ridono per non essere da meno, beh..
Insomma, ce ne sono tante di situazioni, ho buttato giù le prime che mi vengono in mente chissà…  Magari è vero, come dice Pippo Baudo, tutta questa confusione durerà tre mesi ad essere ottimisti. Personalmente non sono d’accordo, ma non per dar contro a Baudo che di talenti ne ha scoperti tanti e non credo volesse denigrare Gabbani, ma perché credo di capire un minimo la grinta che si scatena da rabbia che cerca di convincersi della rassegnazione: impossibile. Prima o poi la sfoghi e se ne accorgono tutti.


Giovanna Cardillo

Giovanna Cardillo

Sono Giovanna. Da anni m’interesso di musica, che scrivo e soprattutto ascolto. Ho esperienza come musicista nel teatro terapeutico e ho studiato Culture e Tecniche della Moda. Mi innamoro di tutti i gatti che vedo e ho sposato appieno la loro filosofia di vita. Anzi, tutte le loro sette vite!

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