Foto-ricordo VS Fotografie

Ciao a tutti e benvenuti in questa nuova rubrica dedicata al mondo della fotografia!
Questo é il post di apertura e devo ammettere di aver pensato molto a come organizzarlo, a cosa dire e a come “rompere il ghiaccio”.

Qualcuno potrebbe chiedersi il perché di un titolo della rubrica cosí apparentemente poco fotografico… “ma non sarebbe stato meglio foto-pillole? Magari col ph che fa piú international?” ecco… No! La rubrica si chiama così per valorizzare i reali concetti alla base della fotografia: sono la luce e il tempo a forgiare quella che sarà l’immagine, ne sono i mattoni elementari; in questo processo il fotografo interviene con le sue scelte e il risultato finale sarà tanto più efficace quanto più lui sarà stato bravo a dominare le variabili in gioco, prima tra tutte la composizione.
Già… Ho detto “
composizione“… Argomento che in molti corsi di fotografia non viene quasi considerato, ma che invece è fondamentale: la composizione è costituita dalle decisioni del fotografo in merito alla disposizione degli elementi nel fotogramma, alla scelta di un punto di vista efficace, e all’eventuale attesa di quell’evento, anche banale, in grado di dare quel tocco in più allo scatto (un gabbiano che passa nel cielo di un paesaggio di mare, per esempio).

Credo si parli poco di argomenti come le regole compositive, la prospettiva, la dinamicità di un’immagine… perché questi sono concetti percepiti come “soggettivi” e non immediatamente quantificabili; chi si avvicina al mondo della fotografia inizia a masticare argomenti tecnici, megapixel, numeri di apertura e valori ISO, ma trascura spesso ciò che ha a che fare con la capacità di guardare in un modo nuovo tutto quello che ci circonda; in controcorrente io vorrei invece dare importanza a questi aspetti e partire proprio dalle persone e dalle loro percezioni della realtà. Parliamo quindi del fotografo e di chi guarderà le foto, lo spettatore. Senza annoiarci con domande su cosa significhi davvero la parola “fotografo” e chi possa fregiarsi di questo titolo, preferisco chiedervi invece: che differenza c’è tra una persona che vuole catturare dei ricordi di una vacanza e un’altra persona che fa vere fotografie della stessa vacanza? Tutti noi abbiamo fatto e facciamo delle foto-ricordo, belle o brutte non importa, quello che importa è il fine dello scatto: le abbiamo fatte squisitamente per noi e per chi era con noi in quel momento. Guardare delle foto-ricordo riporta alla mente momenti di vita vissuta e qualunque fotografia per quanto mal realizzata sarebbe in grado di fare il suo dovere, ma… cosa succede quando fate vedere le vostre foto-ricordo a qualcuno che non era con voi? Il tentativo di presentare a un’altra persona i propri ricordi della vacanza si conclude quasi sempre con grandi spiegazioni di tutto ciò che nella foto non si vede e di conseguenza con grandi sbadigli e noia generale. Questo accade perché si fa un uso improprio di quelle immagini: una vera fotografia si distingue da una foto-ricordo per il suo target. Una vera fotografia viene scattata non per un uso personale, ma per una fruizione collettiva e funziona tanto meglio quanto è più possibile cogliere il messaggio che vi è contenuto senza bisogno di lunghe spiegazioni. Chi scatta deve sempre ricordare che l’immagine che sta creando dovrà essere in grado di “stare in piedi da sola”, dovrà essere il più possibile autoesplicativa e dovrà risultare il più possibile interessante, invogliando l’occhio a guardarla. Non bisogna mai dimenticare che una fotografia mette sempre in comunicazione due persone: chi la scatta e chi la guarda; questo, a mio avviso, è il primo concetto da tenere ben presente per allontanarsi dalla foto-ricordo e per cercare di mettere in moto la “ricerca” che porta a scattare belle immagini.

Facciamo un piccolo esempio, giusto per fissare le idee. Ho scelto dalla rete delle foto che rendessero meglio l’idea di quello che sto dicendo. Nel primo gruppo potete trovare quelle che possiamo chiamare “foto-ricordo”, tutti le abbiamo fatte e le abbiamo nei nostri album di famiglia, ne sono sicuro! Non sono foto “brutte” ma sono a esclusivo uso e consumo di chi le ha scattate; a volte non si capisce se la giornata è bella o brutta, o se il mare è pulito o meno, chi è ritratto è completamente disinteressato allo scatto oppure assume una posa fin troppo statica.

Foto-ricordo VS Fotografie n 1
Foto-ricordo VS Fotografie n 2
Foto-ricordo VS Fotografie n 3
Foto-ricordo VS Fotografie n 4

Chi presenta ad altri queste foto non può far altro che raccontare che (anche se non si vede) era una bella giornata, che (anche se non si vede) la spiaggia era ampia e che (anche se non si vede) un paio di amici di nome Mario e Lucilla erano spassosissimi. Le foto riuscite sono altre, e sono interpretabili facilmente anche da chi non era presente: non richiedono di specificare come fosse la giornata, non mostrano una distesa di sabbia enorme (ben poco interessante) e mostrano autonomamente che tra gli amici si è creato un buon affiatamento.

Foto-ricordo VS Fotografie 1
Foto-ricordo VS Fotografie 2
Foto-ricordo VS Fotografie 3
Foto-ricordo VS Fotografie 4

Come potete vedere non ho messo a confronto foto famose con foto terribili, ho cercato di prendere scatti perfettamente realizzabili da chiunque. Spero di aver reso l’idea 😉 voi che ne pensate?

E la prossima volta che passerò da qui parleremo di… Attrezzatura Fotografica!

A presto!

Yari

Yari Tumiatti

Yari Tumiatti

Mi chiamo Yari e sono laureato in ingegneria. Sono appassionato di fotografia sotto tutti i punti di vista: la tecnica fotografica, la post-produzione delle immagini, i diversi stili, i grandi autori. Nelle mie foto cerco l’essenzialità e l’ordine e sono fermamente convinto del fatto che molte cose, anche se alla luce del sole, non possano essere viste da tutti fino a che qualcuno non le fotografa.

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