Applause

Lady Gaga 1Quando Lady Gaga ancora non dominava le charts dell’intero globo terrestre, mi vergognavo molto ad ascoltarla ed ammettere che, con Poker Face, riuscivo a saltare pur legata al sedile dell’auto dalla cintura di sicurezza. Sembrava quasi una parodia della peggior musica danzereccia anni ’90. Tra l’altro, mi vergognavo molto ad ammettere che ho sempre avuto un debole per la truzzaggine anni ’90. Non ho smesso di vergognarmene perché entrambi sono di dominio mondiale, ma perché a trent’anni ho deciso di sbattermene un pochino di quello che pensano gli altri. Forse un po’ più di un pochino. Non penso di togliere niente a nessuno cantando a squarciagola The Summer is magic o, che so, Sweet Dreams dei La Bouche. A tutti si arriccia il naso. Capisco, abbiamo avuto momenti musicalmente più elevati. Verissimo.

Stendendo un velo pietoso su quello che succede nel mio abitacolo, credo che la questione non sia tanto se la musica di Lady Gaga sia bella o meno. Piuttosto mi viene da chiedere: cos’è Lady Gaga?

Lady Gaga è una vincita alla lotteria. E’ esplosa sulla scena illudendo di portare qualcosa di nuovo, in realtà era la scena musicale a proporre sempre la stessa ricetta con ingredienti piuttosto scadenti. Lady Gaga è un ingrediente di primordine, è la globalizzazione nella sua accezione positiva.

Spiego meglio. Ascoltando Lady Gaga e avendo una cultura musicale pari a un carciofo, ci si ritrova comunque a riscoprire qualcosa del proprio bagaglio. Ha preso un po’ di questo e un po’ di quello e l’ha cotto con le sue manine. La famosa “mano del cuoco”. Ecco, è successo questo.

Non è affatto una cosa negativa, secondo me. Come dicevamo prima, il lavoro è fatto bene, bene davvero, con passione e si sente. E’ svolto da una persona che non è ignorante e la sete di successo, filo conduttore di The Fame, è utile alla continuazione dello spettacolo e del discorso artistico. Non è solo un’industria, é il sunto che serve prima di un esame, dopo aver letto una lista di volumi sullo stesso argomento, e l’industria musicale aveva bisogno di fermarsi un momento e capire che direzione prendere. Forse esagero nel dire che Lady Gaga sarà la bussola per un lungo periodo di tempo ma portare all’eccesso la contaminazione culturale è una cosa mica facile e lei ci riesce grazie alla sua grandissima intelligenza e sensibilità interpretativa (e non solo). Penso che in generale il mondo non abbia mai vissuto un momento così confuso dal punto di vista culturale, perché comunichiamo in modo nuovo. E comunichiamo tutto. Quasi tutto. Altrimenti tanta sensazione di solitudine non si spiegherebbe. Perciò un’artista che fa il punto della situazione e dice “Bene, cosa possiamo tenere in valigia?” non è mai un danno. Perché se non si fa un po’ d’ordine e non si fa sedimentare la lezione, è difficile creare qualcosa di nuovo. D’accordo che è aiutata da un team di creativi, la House of Gaga, che agisce a 360°. Ma per gestire e plasmare di volta in volta un fenomeno culturale, bisogna essere svegli, ricettivi, ma soprattutto preparati. Che lo sia si è visto anche dalla splendida esibizione di Applause ai VMA 2013.

E’ svecchiando sentimenti di una lunga storia d’amore che ha chiamato a sé vittime di bullismo, i più deboli, gli emarginati, tutti al grido di Mother Monster!. Ma scusate, ma davvero non è mai successo prima? Forse praticamente per tutti. Lei ha ridato voce a chi si sente comunque a suo agio nella sua diversità e non deve apparire sexy a tutti i costi, anche lavandosi i denti, tanto per fare un esempio. Figo non è cool. Cioè, la amo. In buona sostanza, il contenuto è vecchio come il mondo, è il modo di diffonderlo che è lo specchio dei nostri tempi e per un artista è praticamente tutto. Per Jagged Little Pill di Alanis Morissette è avvenuto lo stesso. Eppure sono due generi completamente diversi, in due tempi differenti. E non dà la conferma che si può coesistere? Non dà un senso di un grande messaggio di pace? Ad ognuno la propria risposta, ovviamente.

Lady Gaga 2A confermare il senso di validità che ho nell’ascoltare i suoi lavori, è anche una considerazione un po’ maligna che mi affiora spontaneamente. Quando un artista raggiunge un successo di tale portata cade spesso nel cliché che ogni cosa faccia sia un capolavoro. Non lo si valuta più in maniera obiettiva. Per alcuni è l’inizio della fine. Quando sparisce il senso di sfida, la precarietà di una nuova idea, ci si siede e tutto diventa troppo tranquillo. Perché non lo si dice, ma lo si pensa e alla fine i dischi rimangono sugli scaffali, sale l’amaro in bocca e se ne trae che non ci sia più nulla da dire e fare se non contemplare. A bassa voce si mormora che “ma sì, tanto ha fatto i soldi, cosa gliene frega?”. Il rispetto dovuto ai grandi. L’ipocrisia dei piccoli.

Lady Gaga non credo cadrà mai in questo tranello perché le sfide che ha scelto di intraprendere non sono mai arrischiate. Lei ragiona con l’anticipo di una decade e di conseguenza prepara sempre il terreno per la brusca manovra. Quando si è messa a cantare del jazz con Tony Bennett, sapeva di poter contare sulla sua preparazione musicale di alto livello, non è stato un colpo di testa di una arrivata che si è messa a fare quello che le piace. Ha messo a frutto anni di esperienza e un talento coltivato con dovizia.

Riguardo allo stra-blaterato confronto con Madonna, ho avuto già modo di esprimermi a riguardo: porta fuori strada. Lei stessa recentemente ha affermato: «Voglio essere i nuovi Iron Maiden». Non è da ieri che parla di musica metal, a leggere le interviste relative a Born this way. Già accennava al fatto di aver inserito una componente metal nell’album, e che il suo più grande risultato sarebbe stato quello di unire la musica pop a quella metal. Inventare un nuovo sound. Aspetta, mi è sfuggito qualcosa? A me non sembra poi così nuovo come concetto, ma certamente sarà interessante vedere il suo tocco in questa nuova avventura.

Perché alla fine di questo si parla: di spessore. Lady Gaga sarà sempre un’artista che scotta, perché il suo messaggio è grande per davvero. Qualsiasi cosa proporrà avrà sempre uno stile consapevole, inconfondibile ed entusiasmante che puoi solo coltivare, non apprendere. Sarà sempre come vedere un nuovo film. Non è un travestimento strambo, sono abiti di scena, il che, se permettete, indica una differenza sottile ma presente.

Lady Gaga non può essere confinata in un fenomeno pop. E’ uno spartiacque tra come comunicava un’artista ieri e come comunica oggi. E’ una sorta di enciclopedia vivente che sfoglia capitoli con le sue perfomance. Il futuro di Lady Gaga non me lo so immaginare e questo crea sempre attesa. Mi dà anche la certezza che Lady Gaga lascerà le scene al culmine della sua carriera che, speriamo, sia ancora lunga. Le sorprese non mancheranno di certo. Il calderone della storia culturale umana è vastissimo, penso abbia materiale per dei secoli.



Giovanna Cardillo

Giovanna Cardillo

Sono Giovanna. Da anni m’interesso di musica, che scrivo e soprattutto ascolto. Ho esperienza come musicista nel teatro terapeutico e ho studiato Culture e Tecniche della Moda. Mi innamoro di tutti i gatti che vedo e ho sposato appieno la loro filosofia di vita. Anzi, tutte le loro sette vite!

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