RECENSIONE – “Sostiene Pereira”

Sostiene Pereira, di Antonio Tabucchi“Sostiene Pereira” è uno di quei libri che ti ritrovi in mano per caso in un giorno di noia, tutti lo abbiamo nelle nostre librerie, sbiadito ricordo dei banchi di scuola o impulsivo acquisto da bancarella in un giorno di Primavera. Così storti sulla poltrona se ne leggono tre pagine pensando “sta lì da dieci anni, chissà perché non l’ho mai letto”. Con questo pensiero volano le prime venti pagine e ci si trova a dire: “però, niente male!”. Il fascino irresistibile delle pagine di Tabucchi risiede nel dono raro della leggerezza, sul quale tanto si è scritto. Leggero che, Calvino docet, non significa certo inconsistente o frivolo. Al contrario la storia del Giornalista Pereira è un drammatico quadro del regime salazarista che ha insanguinato il Portogallo negli anni delle grandi dittature europee.

Pereira è un uomo comune, anzi mediocre, senza slanci di eroismo e vis intellettuale, un timido funzionario che teme la censura e asseconda la voce del potere per evitare ritorsioni. Tutto cambia con l’ingresso nella sua vita di Francesco Monteiro Rossi, e della sua ragazza, la giovane socialista Marta. Rossi, è un aspirante giornalista che rappresenta tutto quello che Pereira non è o non è più. Il ragazzo, a cui Pereira è legato da un sentimento paterno, risveglia nel giornalista lo spirito di ribellione all’ingiustizia e la voglia di opposizione alla dittatura, un difficile cammino di consapevolezza che metterà Pereira di fronte alle sue responsabilità di intellettuale in un paese sotto il giogo della dittatura.

In “Sostiene Pereira”, Tabucchi è capace di raccontarci la Storia (quella grande e spesso tragica, materia dei libri di scuola) attraverso una storia più piccola e personale, di minime rinunce e scarso eroismo. Alla fine però le due storie si incontrano; solo allora capiamo che la Storia è in realtà una soltanto e che anche il più umile degli uomini è costretto, prima o poi, a farci i conti.

Brenda Canales

Brenda Canales

Mi chiamo Brenda, ho una grandissima passione per la cultura, la natura e tutto ciò che accade nel mondo nei più svariati ambiti. Di mestiere faccio la traduttrice, pertanto è nella mia natura osservare il mondo e le parole.

2 Commenti

  1. Sono d’accordo sul fatto che la forza di Tabucchi stia nella leggerezza, anche se credo che “Sostiene Pereira” sia il suo libro più atipico, quello più realistico laddove invece la sua chiave di lettura è spesso il sogno.
    Adesso possiamo apprezzare questo capolavoro anche nella nuova veste di graphic novel che gli ha donato la casa editrice Tunuè, perché è giusto tener sempre vivo il ricordo del Maestro.

  2. …pienamente d’accordo sull’interpretazione in senso realista. Prospettiva che avvalora maggiormente la capacità dell’autore di fornire “un drammatico quadro del regime salazarista” con irraggiungibile grazia letteraria.

    Grazie per la segnalazione della graphic novel firmata Tunuè, per quanto ho potuto vedere su internet sembra davvero un lavoro di grande spessore, sia per quanto riguarda la curatissima grafica, sia per la resa letteraria dell’opera di Tabucchi.

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