Le linee cadenti

Una rapida pausa pranzo nella mia piazza preferita di Torino (piazza Carlo Alberto) mi dà lo spunto per parlarvi di foto di architettura e di un argomento al quale molto spesso non viene data la giusta importanza, quello delle linee cadenti.

Consideriamo una costruzione qualsiasi, potrebbe essere un palazzo, una villa, un grattacielo, un castello… Noi ci aspettiamo che, al di là del particolare estro dell’architetto, tale costruzione si svilupperà per linee orizzontali e verticali; queste direttrici principali caratterizzeranno i muri, gli spigoli, le finestre… In pratica definiranno l’intera scansione del volume che la costruzione occupa.

Guardando un palazzo, noi sappiamo che è dritto e lo percepiamo come tale, indipendentemente da come lo guardiamo. Allo stesso modo un bambino disegnerà la sua casa con i muri dritti e verticali e anche un architetto realizzerà i suoi disegni con le linee verticali perfettamente parallele tra loro; ma dopo tutte queste conferme sulla verticalità perfetta… quando scattiamo una fotografia di una costruzione che succede? Facciamo uno scatto a tutta altezza, lo guardiamo e… le linee verticali non sono parallele!! Succede che tali linee subiscono una vistosa distorsione prospettica e vanno a convergere in un punto sopra alla costruzione. Il palazzo sembra cadere all’indietro… ecco il fenomeno delle linee cadenti.

Questo avviene per via del punto di vista che assumiamo quando scattiamo la fotografia: il più delle volte siamo costretti a realizzare queste foto dal piano strada, quindi dal basso. Se potessimo fare la stessa foto a metà altezza del palazzo questo non avverrebbe.

Vediamo due scatti di esempio e sarà tutto chiarissimo:

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Qui ho fotografato una parte della facciata posteriore di Palazzo Carignano tenendo la fotocamera all’altezza del mio occhio e con il sensore parallelo al palazzo stesso. Come vedete le linee della foto sono perfettamente verticali, ma in questo modo ho dovuto fotografare molto marciapiede e non ho potuto riprendere per intero l’altezza della costruzione (avrei potuto solo allontanandomi molto).

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Ecco qui quello che è abituato a fare chiunque di noi (se non può volare): stando nella stessa posizione di prima, semplicemente incliniamo verso l’alto la macchina fotografica al fine di riprendere una scena un po’ più interessante della precedente (e ci vuole poco…).

Missione compiuta… ma ecco che nella foto sono comparse le linee cadenti e il palazzo sembra cadere all’indietro!! Inoltre più scatterete da vicino e maggiormente evidente sarà l’effetto.

E ora l’annosa questione: correggere il difetto o no?

C’è chi dice che siccome nello scatto “dal vero” ci sono le linee cadenti, allora vanno lasciate così; altri, come me, vedono in questo difetto proprio l’artificio introdotto dal mezzo fotografico e ritengono che in una rappresentazione fedele della realtà questo fenomeno non dovrebbe essere presente.

La possibilità di correggere il difetto c’è sempre stata… oggi grazie ai software di fotoritocco e ieri in camera oscura (esponendo la lastra del positivo in modo inclinato sotto l’ingranditore).

Ed ecco il risultato con la correzione applicata:

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Un ultimo consiglio qualora vogliate correggere i vostri scatti: ricordate di lasciare maggiore spazio sopra al palazzo in fase di scatto, perché la correzione si mangerà un po’ di cielo in alto: come potete vedere nell’ultima foto io ci sono stato al pelo! ;-).

Non siate comunque talebani nelle vostre correzioni e ricordate che in alcuni casi questo “difetto” è voluto, gradito e anche ricercato! Ad esempio lo si sfrutta per dare l’impressione di una costruzione “incombente” sul malcapitato nelle vicinanze, come nelle locandine dei film tetri come questo.

A presto!

Yari

Yari Tumiatti

Yari Tumiatti

Mi chiamo Yari e sono laureato in ingegneria. Sono appassionato di fotografia sotto tutti i punti di vista: la tecnica fotografica, la post-produzione delle immagini, i diversi stili, i grandi autori. Nelle mie foto cerco l’essenzialità e l’ordine e sono fermamente convinto del fatto che molte cose, anche se alla luce del sole, non possano essere viste da tutti fino a che qualcuno non le fotografa.

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