La dodicesima notte : perchè Will Shakespeare era avanti (parecchio più di noi)

C’era una volta un lui che amava una lei. E capirai, direte voi.
Già ma questa lei amava un altro lui. Sì, non è una gran novità neanche questa.
Però attenzione, l’altro lui non era veramente un lui, ma una lei, innamorata del primo lui (l’unico lui vero al momento).
La faccenda comincia a complicarsi, eh?
Pensate che poi c’era un terzo lui (in realtà effettivamente un secondo, dato che un lui era fasullo), destinato ad innamorarsi della prima lei. E che pare fosse pure amato a sua volta da un ulteriore lui (meglio non contare più ).
Non ci capite più niente?
Beh aggiungo un lui extra, che pensò di essere amato dalla prima lei e invece era tutto uno scherzo.
Ora siete ufficialmente confusi, me ne rendo conto. Ma, vedete, questo era il grande Shakespeare: non solo un genio nelle tragedie ma anche un asso nella commedia. E dannatamente moderno, sempre, all’avanguardia in maniera impressionante. Perché in La dodicesima notte ci sono gli intrecci delle nostre soap opera (fatti meglio) e la mescolanza dei generi sessuali, l’ambiguità legata agli orientamenti e alla finzione.
Ma facciamo un po’ di chiarezza sull’opera e sui vari lui e lei.
In cinque atti, la commedia ha il sottotitolo di “o quel che volete”. Il titolo principale per alcuni allude all’Epifania (nota anche come la dodicesima notte dopo Natale), data in cui si ipotizza sia andata in scena per la prima volta nel 1601.
Racconta della bella Viola, che naufraga sulle coste dell’Illiria, luogo di fantasia, e sperando di ritrovare prima o poi vivo il gemello Sebastian, decide di fingersi un uomo (di nome Cesario) e di farsi assumere al servizio del duca Orsino. Quest’ultimo corteggia senza successo la dama Olivia, che dopo la morte del padre e del fratello, ha deciso di negarsi agli uomini. Viola si innamora di Orsino, ma lui, credendola un ragazzo, la manda a far la corte in vece sua a Olivia. La quale ovviamente resterà colpita da Viola nei panni di Cesario e se ne innamorera’.
Nel frattempo Sebastian è sopravvissuto anche lui al naufragio, si fa chiamare Roderigo ed è stato salvato e accolto da un capitano, Antonio, che ha per lui un grande attaccamento.
E poi c’è Malvolio, maggiordomo spocchioso di Olivia, al quale una variegata serie di personaggi di contorno facenti parte della corte di Orsino, tirerà un bello scherzo facendogli credere che Olivia ami lui.
Un divertente caos che si risolverà in lieto fine. Orsino realizzerà che Cesario/Viola è una donna e dimenticherà Olivia per lei e Olivia troverà l’amore in Sebastian. Malvolio, beh, lui resterà con un palmo di naso. E Antonio… di lui poveretto Shakespeare non si è troppo preoccupato.
Il fattore più intrigante di questa commedia è come spiegavo l’ambiguità. Va ricordato che all’epoca del bardo le donne non potevano recitare, per cui venivano interpretate da giovani uomini. Pensate quindi al paradosso di ambiguità rappresentato da Viola, che in realtà era un ragazzo che interpretava una ragazza che fingeva di essere un ragazzo. Finzione nella finzione, come una matrioska.
E poi il sottotesto legato al l’omosessualità e alla bisessualità. Piuttosto diretto nel caso di Antonio: il suo affetto per Sebastian/Roderigo sembra andare oltre l’amicizia. Ma vi sono anche riferimenti più complessi. Orsino crede Viola un uomo ma vede in Cesario una bellezza femminea, lo dice esplicitamente, e dimostra da subito per lui una predilezione speciale. E la stessa Olivia è attratta dall’aspetto androgino di Viola/Cesario.
Vi è quindi una sorta di sovrapposizione di generi e orientamenti sessuali, che suggerisce sfumature al di là della mera eterosessualita’.
Insomma Shakespeare era avanti.
Scriveva tutto questo nel 1600, mentre noi, nel 2017, stiamo ancora a dibattere sull’effettiva esistenza dei bisessuali (solo per dirne una).
Caro William tu avevi già capito tutto: “quel che volete”, hai scritto. Noi strada facendo, dove abbiamo sbagliato?

Franca Bersanetti Bucci

Franca Bersanetti Bucci

Sono Franca, vivo in provincia di Ferrara e sono appassionata d’arte in generale, ma in particolar modo di teatro. Scrivo racconti, poesie e articoli su giornali online e siti internet.

Un Commento

  1. Lasciando perdere moralismi o lassismi, è innegabilmente un genio! Regge intrecci in modo leggerissmo, fa riflettere, fa emozionare, ne si ammira la dialettica e la musicalità. Un grandissimo autore di tragedie e commedie, che alle volte si alternano perfettamente, rette su un magico e abilissimo equilibrio! Mi fa venire sempre una voglia di salire sul palco! Poi devo ammettere che ho sempre desiderato interpretare Viola : )

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