It Works!

The Hoppers ft. Puppini Sisters

The Hoppers ft. Puppini Sisters 1Benedetta vita che non ti annoia mai! Questa settimana, come sempre alla ricerca di spunti interessanti per sproloquiare una buona mezz’ora davanti allo schermo, mi è capitato per le mani un progetto divertentissimo! Un vero e proprio connubio di diversità che esaudiscono il mio desiderio di parlare di qualcosa di davvero interessante. Non tergiverso troppo e sparo subito il primo proiettile di cotone (cerco di non aggiungere troppa violenza a quella già presente a questo mondo e dò il mio contributo ritoccando qualche modo di dire, sopportatemi), ovvero la collaborazione tra il gruppo di danza The Hoppers e il gruppo swing delle Puppini Sisters in Work it. Già la scelta di ri-arrangiare un pezzo rap di Missy Elliot, che amo molto (altra goccia cinese nel mio turbine cerebrale, eh sì, lo so), mi aveva fatto mettere in punta di sedia: bisogna andarci cauti con certe cose e io sono molto schizzinosa, irritante e lamentosa (a volte). Ma le Puppini Sisters non hanno deluso, anzi. Forse ai più non diranno molto, o forse anche sì, ma tanto per introdurle a grandi linee, è un progetto musicale jazz swing cominciato in quel di Londra dalla bolognese Marcella Puppini che ha unito alla sua, le voci di Kate Mullins ed Emma Smith, e se in Italia magari hanno bisogno di essere introdotte, tutto ciò diventerebbe imbarazzante all’estero, dove non hanno bisogno di presentazione. Come spesso accade. Il pezzo in questione è accompagnato da un video molto semplice ma efficace, nel quale il regista Jacopo Dessì cita anche il glass of water del video originale, e che vede co-protagonisti i sopracitati The Hoppers. Perchè parlo dei ballerini? Sì, lo so, è ben strano in uno dei miei post, ma tante volte ho espresso il mio punto di vista riguardo la musica: che deve essere bella da ascoltare, ma è ancora più bella se inserita in un contesto di ampio respiro espressivo, che sia immagine, luce, palco o ballo. Danza e musica si mescolano da tempo immemore e quindi sono andata a curiosare in quel leggiadro mondo che è il Boogie Woogie (guardate che una volta ho rischiato d’iscrivermi a un corso). Mi è rimasto un po’ misterioso il Lindy Hop, ma in ogni caso penso sia qualcosa non a portata delle mie articolazioni. Matteo Johnny Capizzi, Lester Ian Philips e Mirko Cicciari, guidano ormai da anni di duro lavoro questo progetto che finalmente raccoglie e raccoglierà i suoi frutti su tanti palchi nel prossimo futuro. Soprattutto spero mi aiutino: ho provato ad eseguire il movimento di polpaccio del 1:30 di video, ma mi è volata via la scarpa e… va beh, insomma, mi entusiasmano le nuove esperienze! Ma-che-cosa-vuoi-che-sia?
The Hoppers ft. Puppini Sisters 2Dicevo che ciò che più mi ha divertita e mi ha fatto decidere di raccontare questo progetto in particolare, è l’aria di grande entusiasmo che è riuscita a rendere credibile e avvincente quello che rischiava di diventare un calderone banale. Credo che in questo caso sia merito della diversità: intanto di genere, siamo partiti da un pezzo rap che poco ha a che vedere con lo swing; di immagine, le Puppini Sisters sono ben lontane dallo stile di Missy Elliot e si sono anche potute permettere la citazione del bicchiere d’acqua; diversità d’intento, il progetto è partito con un crowdfunding e non con un segno rosso nelle uscite di una grossa etichetta discografica. Diversità anche di ascolto, perchè intendiamoci, non è un genere nel quale sono molto ferrata, sebbene mi abbia sempre messo un certo brio addosso e i canali di diffusione sono molto limitati rispetto a una grossa produzione che fa ronzare pezzi nelle orecchie quasi fossero messaggi subliminali. Appunto, ma tante volte, questa così temuta diversità, quanti mondi mette invece in comunicazione? Io credo che sia bello quando si può respirare un’aria un po’ diversa, meno impostata in rigidi canoni che lasciano poco spazio all’immaginazione. Non credo capiti spesso di rimanere talmente colpiti da un qualcosa da non vedere l’ora di scoprirne il seguito. Ecco, personalmente trovo importanti quei progetti che stimolano la curiosità, non solo per il progetto stesso, ma per una nuova strada da percorrere, sapere che ci sono tante traverse nelle quali puoi svoltare e chissà cosa scoprire. Una bella sensazione di coraggio che ti sanno dare solo persone che, consapevoli delle proprie capacità e di ciò che vogliono, ti siano da stimolo per crescere e guardare il mondo per come può essere. Sono la chiusura mentale, l’egocentrismo e la prepotenza che mettono spigoli in questo ovale rotante. Sapere che esistono diverse terrazze panoramiche da cui poter ammirare il panorama di una bella esperienza è decisamente un vantaggio e credo che sia questa l’impressione che mi è rimasta.



Giovanna Cardillo

Giovanna Cardillo

Sono Giovanna. Da anni m’interesso di musica, che scrivo e soprattutto ascolto. Ho esperienza come musicista nel teatro terapeutico e ho studiato Culture e Tecniche della Moda. Mi innamoro di tutti i gatti che vedo e ho sposato appieno la loro filosofia di vita. Anzi, tutte le loro sette vite!

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