Ci risiamo

Finalmente posso ricominciare a lamentarmi del caldo: mi mancava. Non che motivi di lamento non ce ne fossero, però il caldo è decisamente uno dei miei preferiti. Tedio e sgomento si congiungono nel mio animo delicato e fragile con giornate a 35°C con non-voglio-sapere che grado d’umidità da bassa padana, così nel delirio mi è venuta in mente una cantante che ha cavalcato l’onda del successo e che mi chiedo che fine abbia fatto. In realtà Avril Lavigne ha un nuovo progetto in cantiere e anche se le visualizzazioni dei suoi video sono passate da numeri stratosferici di centinaia di milioni a qualche più semplice milionata, non ha davvero di che lamentarsi. Io sì, e sappiate che continuerò a farlo fino alla fine del pezzo. 
L’artista canadese con residenza in California (perché? Fa caldo in California, io sarei rimasta in Canada) è balzata agli onori delle luci della ribalta con l’indimenticata Complicated, in cui, in stato di denutrizione avanzata, faceva notare la sua voce niente male. Si è fatta perdonare anche le uscite puramente pubblicitarie, del tipo “non so chi sia Elvis Presley, ascolto Alanis Morissette” con pezzi veramente orecchiabili, in un crescendo di qualità. Un po’ ripetitiva, forse, ma evidentemente è ciò che sembra se non se ne coglie lo stile, molto, molto, molto ispirato a quello della connazionale e co-residente in quel della California (ho caldo) Alanis Morissette. 
Non mi è chiaro per quale motivo si ripeta questa fuga dal freddo e bellissimo, nonché freddissimo, Canada, dove fa, appunto, gradevolmente freddo e non caldo come in California, dove davanti all’Oceano ci si riempie di improvvisa ispirazione. Per la Morissette ci ha messo lo zampino Glenn Ballard, per Avril Lavigne un certo Cliff Magness che la accoglie portandola sulla giusta strada: Loosing grip, Sk8ter boy, I’m with you sono traini eccezionali per il lancio della cantautrice. I suoi inizi non sono stati privi di difficoltà, avendo transitato anche per New York sotto l’ala del Nettwork Management e poi slittata (o skaterata) da L.A. Reid della Arista Records, quello che rifiutò Lady Gaga per intenderci, ma che non soffre di gastrite per questo, avendo al suo attivo talenti come Mariah Carey, Rihanna, Dido e via dicendo… E poi ha sicuramente l’aria condizionata. Non per essere ripetitiva, ma l’inverno a New York è effettivamente piuttosto rigido, ma anche l’estate è assai grintosa. Tuttavia sono sempre 9 mesi di temperature decenti contro 3 mesi di agonia. Si può fare. Ma l’ispirazione di Avril è destinata al caldo e perciò, giovane giovane, prende l’aereo e comincia la scalata delle classifiche. Una sua caratteristica sono le ballate, sempre molto seducenti e garbate, mi colpiscono meno i brani pseudo punk che ostinatamente propone nonostante l’età sia passata da un pezzo. Non che ci sia un’età per fare punk, ma per proporre un pop con tendenze punk, sì. Don’t tell me, Nobody’s home, My happy ending, When you’re gone, Wish you were here (no, non quella dei Pink Floyd), Hot, sono lavori interessanti e che in fondo non stufano. La qualità non manca e la popolarità le ha concesso di spaziare la sua creatività anche nel settore della moda, nel quale trova un bel riscontro col marchio Abbey Dawn, una linea per adolescenti variopinta, piena di zebrature e teschi. 
Tra un matrimonio e l’altro, purtroppo ci si sono messi anche guai seri di salute che l’hanno tenuta fuori pista per un po’. Per fortuna tutto sembra essersi risolto e nel 2015 torna con un pezzo, secondo me, molto bello, in cui ha modo di risaltare questo stile in cui trovi sempre la conclusione inaspettata. Insomma, questa donna è capace di sorprendere e con Give what you like, ci riesce. Conferma sorprendendo. Scusate, è il caldo. 
Ah già, stavo dimenticando il complotto. Sì, perché per il personaggio di Avril Lavigne non manca nemmeno l’idea secondo cui sarebbe morta poco dopo la pubblicazione dei primi successi e che sia stata prontamente sostituita da una sosia per continuare a mietere successi in classifica. Che fatica. Fa troppo caldo per stare lì a pensarci. Certo che, trovare una sosia che abbia anche le stesse caratteristiche vocali, è ben difficile. 
Sono contenta di proporvi il video fresco e travolgente di Smile: domani andrò dalla parrucchiera, con questo caldo ho deciso di tosarmi, e penso che ciò che rimarrà dei miei capelli lo tingerò di verde fluorescente.




[Immagini: ilprofumodelladolcevita.com | billboard.com]

Giovanna Cardillo

Giovanna Cardillo

Sono Giovanna. Da anni m’interesso di musica, che scrivo e soprattutto ascolto. Ho esperienza come musicista nel teatro terapeutico e ho studiato Culture e Tecniche della Moda. Mi innamoro di tutti i gatti che vedo e ho sposato appieno la loro filosofia di vita. Anzi, tutte le loro sette vite!

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